Condizionatori mai sotto i 25 gradi, novità negli uffici pubblici


Addio a uffici gelidi d’estate e bollenti d’inverno. Dal prossimo primo maggio in tutti gli edifici pubblici italiani per i condizionatori e i sistemi di riscaldamento scatteranno i nuovi limiti di temperatura previsti dal cosiddetto decreto “bollette” per far fronte al rincaro energetico causato dall’invasione russa dell’Ucraina. Il provvedimento ha già ricevuto il via libera alla Camera e dovrà essere approvato dal Senato entro il prossimo 30 aprile, il testo è quindi “blindato” e non subirà ulteriori cambiamenti.

Temperature minime di 27 gradi per l’estate e massime di 19 durante l’inverno, ma con una tolleranza di due gradi che porta i limiti reali a 25 e 21 gradi. Sono queste le disposizioni inserite nel decreto, sotto la spinta di due parlamentari del Movimento 5 stelle, la deputata Angela Masi e il capogruppo alla Camera Davide Crippa.

La regola sarà attivata il prossimo primo maggio in tutti gli edifici pubblici, tranne cliniche, ospedali e case di cura, e resterà in vigore fino al 31 marzo del 2023. Fino ad allora, chi sgarra riceverà multe tra i cinquecento e i tremila euro. Tuttavia, proprio il tema dei controlli risulta particolarmente complesso e potrebbe rendere inefficace l’intera norma.

Infatti, l’Italia dispone di circa un milione di immobili pubblici e anche escludendo cliniche, ospedali, case di cura, ambienti inutilizzati e altre varie ed eventuali, restano comunque centinaia di migliaia di uffici, scuole e università da controllare singolarmente. Inoltre, in base al decreto, la vigilanza sarà di competenza all’ispettorato del lavoro, che con un totale di sole seimila e trecento unità non può essere materialmente in grado di controllare ogni edificio pubblico sul suolo italiano.


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