Lo scraping non è illegale, sconfitta per LinkedIn


In base alla sentenza di una corte di appello degli Stati Uniti, lo scraping di dati pubblicamente accessibili non è illegale. La decisione dei giudici è quindi favorevole all’azienda hiQ Labs che aveva raccolto informazioni dai profili di LinkedIn. Quest’ultima, acquisita da Microsoft nel 2016, ritiene che tale attività sia vietata da una legge del 1986.

Lo scraping di dati pubblici è consentito

Lo scontro legale è iniziato nel 2017, quando LinkedIn aveva denunciato hiQ Labs per aver effettuato lo scraping dei dati degli utenti senza autorizzazione, violando il Computer Fraud and Abuse Act. Dopo aver perso i primi due gradi di giudizio, LinkedIn ha presentato ricorso alla Corte Suprema. Quest’ultima ha quindi chiesto alla corte di appello di riesaminare il caso alla luce di una recente sentenza sullo stesso argomento.Contrariamente a quanto sperato da LinkedIn, i giudici hanno dato nuovamente ragione a hiQ Labs. Il Computer Fraud and Abuse Act non si applica ai siti che ospitano dati accessibili al pubblico. Se l’accesso alle pagine non è bloccato e quindi i contenuti possono essere visualizzati da un browser, allora i dati possono essere raccolti tramite scraping.La sentenza rappresenta ovviamente una vittoria per accademici, archivisti e ricercatori che utilizzano grandi quantità di dati pubblici per i loro studi. Un portavoce di LinkedIn ha espresso la sua delusione per la decisione dei giudici, affermando che l’azienda continuerà a combattere per proteggere i dati degli utenti. Lo scontro legale proseguirà quindi nei prossimi mesi o anni.


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